L’idea dell’incontro è nata come momento di approfondimento sulla presenza delle donne nella Chiesa e nella società civile per il gruppo adulti dell’Azione Cattolica interparrocchiale di Arzene, San Martino e San Lorenzo; ma, una volta condivisa col Consiglio di AC, si è trasformata in un appuntamento aperto al pubblico nella sala consiliare del municipio, grazie al patrocinio del Comune di San Martino al Tagliamento.
Nel saluto iniziale, Lorena Baruzzo, sindaca del Comune ospitante, ha ricordato con gratitudine gli anni trascorsi in AC, perché l’hanno allenata a dire dei si e a mettersi a servizio degli altri; è grazie a questa esperienza che ha dato la sua disponibilità ad essere eletta sindaco, quando le è stato chiesto di candidarsi. Cura, attenzione ed empatia sono i tratti che caratterizzano il suo modo di incarnare il servizio da sindaca.
Il tema dell’incontro è stato introdotto dalla moderatrice, Silvia Bortolin, presidente dell’Azione Cattolica diocesana, che ha ricordato due momenti molto importanti della storia d’Italia (l’approvazione della Costituzione italiana e il Concilio Vaticano II) e il ruolo che le donne hanno avuto, pur essendo in netta minoranza. Ci ha raccontato la passione politica delle 21 madri costituenti, del loro desiderio di lavorare, di ricercare la pari dignità, di entrare in magistratura e di quanto hanno fatto per rendere questo sogno realtà per tutte le donne italiane; non da meno è stato anche il contributo delle “donne del Concilio” (presenti in 23 tra laiche e religiose e solo come uditrici nella terza sessione), la cui “voce” si ritrova all’interno dei documenti “Lumen Gentium” e “Gaudium et Spes”.
All’interno del dibattito, Sara, sindaca del Comune di Treppo Grande, la più giovane sindaca del Friuli Venezia Giulia, ha ricordato quando ha accolto le prime proposte di impegno (a 13 anni per rifondare l’oratorio della sua parrocchia insieme ad altri giovani) e nel tempo come è maturato il senso del mettersi a servizio della propria comunità, fino ad entrare nel consiglio comunale a 19 anni, assessore a 23 e sindaca a 24 anni, animata dal desiderio di restituire quanto ricevuto. Ascolto, trasparenza, partecipazione della cittadinanza e azione caratterizzano la sua amministrazione, con particolar attenzione alle fragilità e al coinvolgimento dei giovani. Si scontra abbastanza di frequente con il pregiudizio nei suoi confronti per essere giovane e donna (un doppio pregiudizio!). Un invito che Sara ritiene di rivolgere sia alle donne che agli uomini è di non adeguarsi al pensiero conforme, di non farsi abbindolare dalla disinformazione, di prendersi carico della propria formazione e di sviluppare la capacità di mettersi in relazione.
Nel ripercorrere la sua storia, Anna ha sottolineato quanto sia stata importante l’esperienza al Centro Universitario di Venezia durante gli studi per promuovere la formazione cattolica e poi come insegnante nelle scuola cattolica e da 12 anni come preside dell’Istituto Vendramini di Pordenone. Non sente di essere stata sminuita come donna nei suoi incarichi, ma tanta strada c’è ancora da fare soprattutto riguardo al “potere” che non è certo in mano alle donne nella chiesa, mentre il servizio non manca, anzi, sono le donne a portare avanti la maggior parte delle attività nelle parrocchie.
Quello che abbiamo visto è stato un incontro molto vivace ed arricchente, nel quale abbiamo avuto modo di conoscere due protagoniste dell’impegno civile ed ecclesiale che non hanno rivendicato ruoli oppure indicato contrapposizioni con il mondo maschile. Dai loro racconti emerge quanto di diverso e di complementare può apportare la donna nei luoghi di potere: la passione, l’impegno, il desiderio di servire le proprie comunità come cittadine e come credenti con competenza, curando la formazione, dando particolare spazio all’ascolto e alla capacità di mettersi in relazione. La strada da compiere verso la pari corresponsabilità delle donne e più ampiamente del laicato è ancora lunga, ma non manca la speranza!
Maria Luisa Cassin e Paola Colussi